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Il mio primo figlio ha sempre sognato tanto, sia sogni belli che incubi. Fino a circa tre anni e mezzo di età ha sofferto anche di episodi di terrore notturno, ora fortunatamente non capitano più da almeno un anno. Gli episodi erano abbastanza ricorrenti, circa ogni mese, mese e mezzo, ricordo una notte, Giugiù aveva poco più di due anni e alle  due e mezzo di notte ha iniziato a urlare, piangere e dibattersi per circa trenta minuti, infiniti, eravamo in un albergo. Alla fine si è quietato da solo, dopo mille tentativi miei e del papà e si è addormentato sul tappeto, non avevo il coraggio di spostarlo nel lettino. La mattina dopo come da copione non ricordava niente. Dopo un po’ ti abitui a questi episodi ma le prime volte che accadono, anche se hai sentito parlare di pavor nocturnus, ti spaventi. Vedere il tuo piccolo con gli occhi aperti, ma non sveglio, che urla e si dibatte, che sembra non sentire o non capire e ti spinge, ti allontana e più tu cerchi di consolarlo più lui si agita, non è molto piacevole.  Mio marito ha sofferto di sonnambulismo da bambino, speriamo bene. Fortunatamente la mia seconda figlia è molto meno soggetta, è successo solo una volta e in modo comunque più blando rispetto al fratello.

 

La mancanza di un adeguato riposo può influenzare l’umore, il comportamento, la salute, la memoria e la crescita del bambino. E’ quindi importante cercare di capire cosa possiamo fare per permettere al bambino un riposo di qualità.

Segue un elenco di possibili disturbi del sonno e i consigli per affrontarli al meglio.

Incubi

I bambini trascorrono più tempo a sognare rispetto agli adulti, fanno quindi un maggior numero di sogni sia belli che brutti. Se dopo che hanno fatto un incubo diciamo loro : “E ‘stato solo un sogno!” Non spieghiamo ciò che hanno provato. Teniamo presente che a questa età la maggior parte dei bambini crede ancora alla fatina dei denti o a Babbo Natale e li considera reali.  Dopo che il bambino ha avuto un incubo, dobbiamo offrirgli il nostro conforto proprio come faremmo per una paura reale, tangibile. Quindi se il bambino si sveglia dopo un incubo dobbiamo: – Restare con lui fino a quando non si sente rilassato e pronto per dormire; – stare calmi e comunicare che ciò che è capitato è normale  e che tutto va bene; – rassicurare il bambino che è al sicuro, che va tutto bene e può tornare a dormire.

paure notturne

 

Terrore notturno o pavor nocturnus

Questo disturbo colpisce circa il 3% dei bambini, si verifica in genere  tra i 2 e gli 11-12 anni, colpisce più i maschi e gli episodi si verificano durante il sonno lento profondo (a onde lente), tipico della prima parte della notte.
Il pavor nocturnus fa parte dei comportamenti anomali del sonno ed è dovuto ad un’attività anomala del sistema nervoso centrale.

Un bambino con un episodio di pavor non è a conoscenza di ciò che sta accadendo e non ricorderà l’episodio la mattina seguente. Spesso vi può essere una causa aggravante, una giornata troppo stimolante, conflitti affettivi , una malattia infettiva.

Il terrore notturno può essere, più raramente, accompagnato da una forma di sonnambulismo, che si manifesta con la tipica deambulazione. Non bisogna mai tentare di svegliare il piccolo durante un episodio di terrore notturno (come peraltro per il sonnambulismo), ma è necessario fare in modo che il bambino non si possa fare del male. Il pavor nocturnus tende a scomparire spontaneamente con la crescita.

Durante un episodio di terrore notturno il bambino si sveglia improvvisamente, può urlare o piangere, è in preda ad una grande paura, è molto angosciato. Gli occhi sono solitamente spalancati, lo sguardo è fisso, può tremare, la sudorazione è eccessiva, sembra non riconoscere i genitori, parla in modo incoerente e non è in grado di spiegare la causa del suo grande spavento.

In questa situazione si può tentare di tenere il bambino, ma spesso questo agita ancora di più il piccolo, che tenta di spingerci via e “di combattere” . La tecnica migliore è la dolcezza, parlategli dolcemente, potete provare a fargli qualche carezza, fate suoni rilassanti Shh Shh Shh. Se il bambino si alza dal letto, cercate di riportarlo indietro o mettetelo in sicurezza. Se si siede, cercate di farlo sdraiare di nuovo. Tenetelo sotto controllo fino a quando non si riaddormenta.

 

Le paure notturne

Per un bambino è assolutamente normale immaginare mostri che spuntano dal buio. E’ altrettanto normale che dopo tutte le vostre spiegazioni e rassicurazioni sulla sua sicurezza il piccolo possa essere ancora spaventato.

 Possiamo cercare di far diminuire le paure dei bambini nei seguenti modi:

–  Cercate di insegnare loro la differenza tra realtà e fantasia.

– Trovate dei modi per aiutare il  bambino ad affrontare e superare le proprie paure. Se delle ombre scure creano nella sua cameretta  forme sospette, lasciategli una lucina accesa o, se più grandicello, dategli  una torcia elettrica da tenere con sè.

– Rilassatelo prima della nanna con canzoncine della buona notte o musiche rilassanti (il silenzio a volte fa paura ai bambini).

– Dategli uno o più animali di peluche che gli facciano compagnia mentre dorme.

– Potete provare a mettere un piccolo animale domestico, come una tartaruga o pesce, a dormire nella stanza del bambino, ora non è più solo ( un cane sarebbe l’ideale).

– Cercate di rendere il buio meno spaventoso, più amichevole, fategli osservare quanto sono belle le stelle nel cielo scuro o fategli vedere come è bella una stanza illuminata solo dalla luce di una candela.

 

Ecco alcuni accorgimenti utili per diminuire gli episodi di inquietudine notturna: 

– Seguire ogni sera una determinata routine  prima di andare a dormire che rilassi il bambino.

– Andare sempre a letto alla stessa ora.

– Evitare libri, cartoni animati o film che spaventano il bambino.

– Far fare al vostro bambino un riposino quotidiano.

– Ricordargli di andare sempre in bagno (o portarlo a seconda della sua età) prima di andare a dormire.

 

 

 Il bambino e il sonno: incubi, terrori notturni e paure, fonte principale:

The No-Cry Sleep Solution for Toddlers & Preschoolers , E. Pantley, McGraw-Hill.

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