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Mi è stato praticato lo scollamento delle membrane per il parto del mio primo figlio. Ero alla 39° settimana e alla mia ginecologa non piaceva la mia placenta, che dall’ecografia sembrava più vecchia e non funzionava più perfettamente, così il venerdi sono andata nel suo studio per fare lo scollamento manuale. il procedimento è sicuramente fastidioso, abbastanza doloroso, si ha una sensazione di bruciore acido, che ricorda, anche in modo più leggero, le doglie del parto. Dopo averlo fatto sono andata a pranzo con mio marito e poi sono tornata a casa. Giugiù è nato il lunedi all’ora di pranzo.

 

Lo scollamento manuale delle membrane fa parte delle tecniche che permettono di indurre o velocizzare il travaglio.  Le membrane amniocoriali vengono scollate manualmente dalla superficie interna del collo dell’utero.


Quando si fa?

In genere il ginecologo o l’ostetrica utilizzano questa tecnica quando la donna è a fine gestazione o va oltre il termine (la 40° settimana) e ritengono che sia opportuno indurre il travaglio.


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Quale è lo scopo?

Lo scopo è appunto quello di indurre il travaglio in modo naturale, il sacco amniotico si abbassa e diventa più fragile e pronto a rompersi, in parallelo la sollecitazione della cervice provoca il rilascio di ossitocina.


In cosa consiste?

Il ginecologo introduce una o più dita all’interno della cervice uterina per scollare, dividere il sacco amniotico dalle membrane della parete dell’utero.


E’ doloroso?

Abbastanza, alcune donne lo descrivono come fastidioso o molto fastidioso altre come doloroso. E’ un po’ un’anteprima minore delle doglie di parto. In genere provoca un lieve sanguinamento.

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