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Molti bambini in genere verso i due anni di età cominciano ad avere la paura del lupo ovviamente cattivo. Quando raccontavo le favole di Cappuccetto Rosso o Il lupo e i tre porcellini a Giugiù, il mio figlio più grande (ormai è un ometto di quattro anni e mezzo) improvvisavo delle versioni estremamente tranquillizzanti, il lupo era monello e non cattivo, aveva un po’ di fame ma non troppa etc etc (conosceva già la trama  perché gli era stata raccontata dalle maestre dell’asilo nido ovviamente sempre in una versione adatta). La paura del lupo cattivo almeno in parte rimaneva comunque e soprattutto la sera spesso era spaventato. Ho sempre cercato di porre l’attenzione dei miei figli sul fatto che il lupo non è cattivo e che alla fine di ogni  favola i bambini buoni e bravi vincono sempre e sono tranquilli e felici, con un po’ di pazienza funziona.

 

Verso i due anni i bambini cominciano ad avere paura e fare brutti sogni che a volte cercano, a modo loro, di raccontare appena svegli. Tantissimi bambini a questa età esprimono paure anche particolari, come la paura dei maghi, dei palloncini, di travestirsi, delle ombre… Fa parte delle fasi di crescita.

Certo che per la paura del lupo può essere utile sdrammatizzare,  raccontare una reinterpretazione di Cappuccetto Rosso e il lupo.  A Natale è stato regalato ai miei figli da una amica, che fa l’educatore cinofilo ossia addestra i cani, un libro molto utile e carino intitolato Il mio Cappuccetto Rosso: reinterpretazione di una favola per scoprire il linguaggio segreto dei cani di Patrizia Legler ( Haqihana editore). La favola si divide, diciamo così, in due punti di vista:  l’interpretazione della situazione data da Cappuccetto Rosso, l’incontro con il lupo subito dopo aver sentito gli spari dei cacciatori, il lupo che  ringhia pronto a difendersi,  i suoi occhi gialli e penetranti, la paura della bambina di non sapere come comportarsi, come interpretare il linguaggio del corpo del lupo, dall’altra parte un lupo non cattivo ma anch’esso spaventato, che a sua volta non sa ben interpretare i comportanti e gli atteggiamenti di Cappuccetto Rosso. Durante questo duetto vengono messi in evidenza gli atteggiamenti corporei del lupo, il suo modo di comunicare e il significato di ogni suo gesto così come l’interpretazione che l’animale stesso da, in base ai suoi canoni, di ogni comportamento di Cappuccetto Rosso.  Questa è la descrizione del lupo dopo aver sentito gli spari dei cacciatori ed aver visto Cappuccetto Rosso :” L’animale era immobile: tutto del suo corpo diceva sono pronto a difendermi”. La testa abbassata, le orecchie appiattite e tirate all’indietro. Il pelo si era rizzato su tutta la schiena, la folta coda era tesa e bassa come una bandiera  a mezza asta. Le labbra erano tirate all’indietro e lasciavano intravedere i suoi lunghi denti aguzzi mentre dalla bocca usciva un ringhio profondo. Con tutto il corpo il lupo stava dicendo a Cappuccetto Rosso di non avvicinarsi.”  Segue l’interpretazione data dal lupo ai comportamenti di Cappuccetto Rosso dopo che lo ha visto:” Decise quindi di osservare la creatura a due zampe che aveva davanti: rimase immediatamente colpito dal fatto che la bambina aveva distolto lo sguardo, perché questo è ciò che fanno i lupi quando si incontrano, la bimbetta aveva anche rallentato i movimenti come fanno i lupi quando si studiano durante un incontro ed aveva pure socchiuso gli occhi per avere uno sguardo più dolce, proprio come fanno i lupi quando vogliono guardare un altro lupo senza risultare minacciosi.”

Ho riportato questi brevi pezzi per far capire lo stile del libro, il lupo non è assolutamente cattivo nè male intenzionato nei confronti di Cappuccetto Rosso, c’è un problema di comunicazione, i due non si capiscono con facilità, ma impareranno piano piano a interpretare l’uno i gesti dell’altro.

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Il libro nasce con l’intento di spiegare ai bambini come interagire in modo corretto ed educato con questi fedelissimi amici, i cani, onde evitare brutte sorprese e risulta una storia molto gradevole e istruttiva da leggere a bambini da due anni in poi, con livelli di interpretazione ovviamente diversi a seconda dell’età del bambino, sia per far superare la paura del fantomatico lupo cattivo sia per iniziare appunto a insegnare ai nostri bambini le basi del linguaggio dei lupi e dei cani.

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