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Nostrofiglio.it

Non tutti i bambini sono uguali rispetto al sonno, non tutti si approcciano al momento della nanna allo stesso modo. I miei due figli sono molto diversi dal primo giorno che sono nati. Giugiù ha avuto difficoltà a dormire bene da sempre. Da neonato e fino ai due anni si svegliava diverse (in alcuni periodi molte) volte a notte. Qualsiasi variazione, piccolo fastidio, dentizione, scontro, ansia o preoccupazione da più grandicello ne hanno sempre reso il sonno e la fase di addormentamento più difficoltosi, come se questo fosse il suo punto debole. La mia secondogenita ha sempre avuto molta più facilità sia nell’addormentarsi che nel fare un unico lungo sonno fino al mattino. Io sono sempre la stessa mamma, stessa attenzione alla routine, stessa preparazione al momento di andare a dormire. Anzi ho fatto sempre più attenzione con Giugiù ben sapendo che per lui era più difficile. Ormai lo so, se qualcosa non fila liscio o lo preoccupa, Giugiù dorme peggio. Come ad esempio quando cominciò la scuola elementare: si addormentava con difficoltà, si risvegliava almeno una volta a notte e aveva forti difficoltà a riaddormentarsi.

Avendo da sempre questo tallone d’Achille sono, volente o nolente, una cultrice della routine pre-nanna, fondamentale per aiutare il bambino di tutte le età a lasciarsi andare serenamente al sonno. Le mie parole d’ordine sono dolcezza ed elasticità ma, al tempo stesso, fermezza. A volte non è facile. Con gli anni ho acquisito anche una certa conoscenza dei vari integratori o alimenti che possono aiutare a riposare meglio. La sera evito, ad esempio, di dare ai bambini  prodotti a base di cioccolata o cibi troppo pesanti che renderebbero la digestione difficile. Con Giugiù all’inizio della prima elementare ho utilizzato Melamil, un integratore a base di melatonina. Faticava molto ad addormentarsi e il giorno dopo era stanco e nervoso. Ho usato questo prodotto, su consiglio della pediatra, per circa un mese, ottenendo dei buoni risultati. Giugiù riusciva a prendere sonno più velocemente e con più facilità.

Perché il sonno è così importante per il bambino?

L’ormone della crescita, la somatotropina, viene prodotto, durante il sonno profondo, da una ghiandola detta ipofisi. È evidente che un bambino che dorme bene senza interruzioni e per un numero adeguato di ore, svilupperà al meglio le proprie potenzialità. Un bambino che dorme poco e male, durante il giorno sarà probabilmente stanco, nervoso, irrequieto e distratto, con ripercussioni sulla vita sociale e scolastica. Inoltre, cosa non trascurabile, se il bambino riposa senza problemi permette anche ai genitori di riposare a loro volta di notte e di essere, di conseguenza, meno stressati e più sereni durante il giorno.

Quali sono gli errori più comuni da evitare per un buon sonno?

Se stiamo parlando di un neonato l’errore più comune è rappresentato probabilmente dal dargli il latte appena si sveglia e richiama la nostra attenzione, senza valutare se ha realmente fame (quanto tempo è passato dall’ultima poppata?) o magari è sporco o ha solo bisogno di essere rassicurato. Questo è un comportamento molto comune in chi, come me, ha seguito l’allattamento a richiesta. Personalmente penso sia normale comportarsi così nel primo periodo, per far iniziare bene l’allattamento (si chiama allattamento a richiesta, no?) ma poi il ritmo va regolarizzato. Un altro errore molto comune è rappresentato dall’aiutare troppo il bambino ad addormentarsi, cullandolo, accarezzandolo o mettendolo nel lettone e spostandolo in un secondo tempo senza dargli modo di imparare ad addormentarsi in autonomia.

Ricordo molto bene quando spostavo Giugiù già addormentato nel suo lettino con lo stesso stato d’animo probabilmente con cui si tiene in mano una bomba.

Immaginate, peraltro, come potrà sentirsi il piccolo quando di notte si sveglierà in un altro posto rispetto a dove si era addormentato, senza la mamma accanto e senza coccole…

Se il bambino viene messo nel suo lettino, rassicurato, coccolato e salutato brevemente con un bacio, diminuisce la possibilità che faccia opposizione al sonno. Parola d’ordine fiducia.

Quali attenzioni dobbiamo avere per aiutare il bambino ad addormentarsi serenamente?

Innanzitutto è importante creare un ambiente rilassato e sereno già dal tardo pomeriggio. Nessun gioco eccitante, a volume troppo alto o con forti stimoli luminosi dovrebbe essere utilizzato nelle ore serali. Il clima a tavola dovrebbe essere tranquillo. Il rituale della notte cambia ovviamente a seconda dell’età del bimbo ma la routine è sempre importante. Per un neonato potrebbe essere bagnetto, pappa, cambio pannolino, coccole e poi a nanna. Per un bambino un po’ più grande, il rituale può consistere nel mettere il pigiamino, andare in bagno a lavarsi i denti e poi magari prendere il proprio pupazzo della nanna o accendere la lucina notturna insieme alla mamma. Un bambino in età scolare probabilmente, dopo aver messo il pigiama ed essere stato in bagno, potrà leggere o ascoltare qualche pagina di un bel libro per rilassarsi prima di dormire. A qualsiasi età è importante la routine, mettere il bambino a dormire sempre alla stessa ora e non troppo tardi. Nel caso in cui, il sonno del bimbo rimanga comunque disturbato, anche dopo aver strutturato una routine rilassante per accompagnarlo al sonno, è utile consultare il pediatra che saprà suggerire la soluzione più adeguata.

Quali prodotti possono essere utili per favorire il sonno nei bambini?

Nel caso in cui, il sonno del bimbo sia molto disturbato soprattutto in fase di addormentamento, si può utilizzare un integratore alimentare a base di melatonina come Melamil. La melatonina riduce, infatti, il tempo richiesto per prendere sonno nel bambino e nell’adulto. Melamil è una soluzione liquida, molto comoda da somministrare, ne sono sufficienti poche gocce (in genere la dose consigliata è un milligrammo ma chiedete consiglio al vostro pediatra) assunte mezz’ora prima di andare a dormire.

Foto Lemamme.it

 

                                                                                          Post in collaborazione con Humana

I contenuti dell’articolo pubblicato non vogliono in alcun modo sostituire il parere dello specialista di riferimento, ma devono considerarsi note a carattere informativo

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