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Quando Giugiù andava al nido è tornato più di una volta a casa con un bell’orologio stampato sul braccio e una volta anche sulla schiena. Quando vedi il tuo piccolo con quel segno indelebile, solitamente ci volevano due settimane perché la cicatrice scomparisse, rimani, per così dire, un po’ perplesso. Ricordo ancora l’ espressione preoccupata e un po’ rammaricata dell’educatrice  del nido, mentre mi comunicava l’accaduto e mi faceva vedere il segno. Probabilmente in situazioni simili alcuni genitori del bambino morsicato non dovevano aver reagito molto bene. Nella classe di Giugiù c’erano non uno ma ben due bambini che mordevano. Certamente un bambino di due anni che morde non è un bambino cattivo, neanche quando morde proprio il nostro piccolo principe!

bambino morde

– Che significato ha mordere per il bambino?

Il significato che l’atto del mordere assume per un bambino cambia a seconda dell’età del piccolo. Per un bambino fino all’anno di età mordere è un modo per scoprire il mondo intorno a sè, il lattante porta tutte le cose interessanti alla bocca così da conoscerne la consistenza, il sapore, l’odore. La dentizione in atto acuisce ancora di più il tutto, in quanto il bambino cerca sollievo alle gengive doloranti, addentando qualsiasi cosa. Quando ad essere morso non è un oggetto ma una persona, è esattamente allo stesso modo un gesto attraverso il quale il bambino vuole conoscere l’altro, solitamente la prima ad essere colpita è la mamma e poi l’amichetto a scuola o al parco. Il bambino a questa età non è ancora ben cosciente del confine fra il suo corpo e quello del compagno, dei limiti.

Dopo l’anno, il bambino capisce che mordere attira l’attenzione di mamma e papà, che spesso sorridono con simpatia al suo gesto. Crescendo morderà per attirare l’attenzione su di sè, sarà un tentativo di comunicare e esprimere frustrazione o rabbia non riuscendo a esprimersi in altro modo.  Spesso i bambini mordono a causa di cambiamenti come l’inserimento al nido, l’interruzione dell’allattamento al seno da parte della mamma, l’arrivo o la rivalità con un fratellino etc etc. Passati i due anni i comportamenti aggressivi, mordere, graffiare o tirare i capelli  sono, per così dire, la soluzione di chi non sa ancora farsi valere a parole.  Il morso non è mai utilizzato dal bambino con l’intenzione di fare male ad un altro bambino.

Solo dopo tre anni di età l’atto di mordere diventa un azione deliberata per esprimere rabbia o intimorire i compagni.

Vi potrà tranquillizzare sapere che il mordere è solo una fase come tante altre della crescita, non preoccupante e che attraversano, in modo più o meno accentuato, molti bambini, crescendo passa.

 

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– Ma come dobbiamo reagire se il nostro bambino morde un altro bambino ?

Un bambino che morde deve essere fermato, mettetevi alla sua altezza e guardatelo negli occhi mentre lo rimproverate. Dovete spiegare, con voce ferma e decisa ma senza alzare la voce,  che non deve mordere perché fa molto male al suo compagno, fategli notare che l’altro bambino piange per il male.  Può essere utile renderlo partecipe delle cure prestate alla vittima. Se si arrabbia sempre di più, abbracciatelo, è esasperato, ha bisogno di essere contenuto. A questa età i comportamenti aggressivi non vanno puniti,  ci vuole  però un no deciso detto al momento in cui la situazione si verifica.  Anche se ad essere morsa è proprio la mamma deve spiegare al piccolo che non si fa e che le ha fatto molto male.  Dovrete agire in questo modo ogni volta che la situazione si ripeterà, con un po’ di pazienza otterrete il risultato sperato, col tempo, piano piano il bambino capirà che mordere fa male e non si deve fare.

E’ utile cercare di distrarre il bambino dal suo proposito con un gioco, dategli un peluche o un gioco morbido da poter mordere all’esigenza, su cui scaricarsi in modo inoffensivo.

Mai rispondere ad un morso con un altro morso per far capire che fa male! Il messaggio che gli state dando è questo: ad un’aggressione si risponde con un’altra aggressione.

In genere quando i bambini iniziano ad esprimersi meglio e riescono a far capire ciò che vogliono, il problema si risolve,  il linguaggio diventa l’intermediario in tutti i loro rapporti, con i coetanei compresi.

 

– E se il bambino è stato morsicato da un altro bambino?

Dovete prendere sul serio la sua ferita, consolatelo, coccolatelo, non ditegli che non è niente. Spiegategli che l’altro bambino non voleva fargli del male.

 

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