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Quando si diventa mamme per la prima volta, quel piccolo miracolo urlante ci appare come un fagottino fragile e delicato e operazioni semplici come il bagnetto, tagliare le unghie o pulire il cordone ombelicale ci possono provocare un po’ d’ansia. Ricordo quando medicavo il moncone ombelicale a Giugiù, il mio primo figlio, piangeva sempre, probabilmente per il fastidio, il freddo provocato dal disinfettante ma io mi preoccupavo…

Dopo il parto il cordone che ha collegato la mamma e il feto durante la gestazione viene legato e tagliato. Il moncone rimasto seccherà e si staccherà naturalmente in 1 a 2 settimane.

Già in ospedale nei primi giorni di vita del neonato viene effettuata la medicazione del cordone ombelicale e tale cura deve essere protratta a casa fino alla spontanea caduta del moncone. La medicazione consiste nel prendersi cura del moncone stesso e nel mantenere asciutta e pulita la zona intorno al futuro ombelico così da evitare infezioni e complicazioni. Per fare la medicazione si ha bisogno di garze sterili, un disinfettante (alcool denaturato a 70°, acqua ossigenata, mercurio cromo o soluzione di eosina, il disinfettante consigliato dipende dall’ospedale dove avete partorito) e retine ombelicali elastiche. La pulizia del cordone ombelicale va ripetuta 2-3 volte al giorno, secondo necessità, avendo cura di pulire bene il moncone e la zona circostante, rimuovendo con attenzione urina e feci del bebè.

Come procedere:

Lavate con cura le mani con sapone e acqua calda prima di cominciare e preparate sul fasciatoio (o dove cambierete il neonato) tutto il necessario, garze, disinfettante e retina ombelicale elastica.

Con una garza sterile imbevuta di disinfettante pulite con cura il moncone e la zona circostante. Non abbiate paura di far male al piccolo, potete muovere e spostare delicatamente il moncone ombelicale durante la pulizia, in quanto il pezzo di cordone ombelicale restante non è innervato e non può quindi far male. Qualora il bebè pianga, il pianto è probabilmente causato dal fastidio dell’operazione, dalla sensazione di freddo causata dal disinfettante non dal dolore. Non è consigliabile utilizzare del cotone idrofilo per i possibili residui che potrebbero rimanere adesi alla ferita. Al termine dell’operazione asciugate con attenzione la zona ombelicale e il moncone con una garza asciutta.

A questo punto avvolgete il cordone ombelicale, tipo cravatta, in modo da assicurare massima protezione dalle deiezioni del neonato. Prendete un’altra garza e mettetela sopra “al cordone ombelicale così impacchettato”. A questo punto fissate la fasciatura utilizzando una retina elastica ombelicale. Mettetela facendola passare dalle gambe del neonato e aprendola, allargandola poi per tenere ferma la medicazione. Fondamentalmente perché il moncone si secchi velocemente e cada entro in tempi  normali, è l’attenzione a mantenere, il più possibile, il moncone e la zona circostante ben asciutti.
In ambiente umido il moncone ombelicale potrebbe infettarsi e tardare a cadere.

Dopo la caduta spontanea del moncone dovrete continuare a medicare e tenere protetta la zona ancora per 3-4 giorniPer quanto riguarda il bagnetto a immersione, alcuni ospedali consigliano di farlo solo dopo la caduta e la completa cicatrizzazione del moncone, altri centri invece consigliano di farlo anche prima di tale evento, prestando semplicemente attenzione ad asciugare con cura la zona ombelicale dopo aver lavato il neonato.

Ecco un video del Dottor Filippo Salvini, medico pediatra e neonatologo (Pianetamamma)

Quando preoccuparsi?

E’ sicuramente il caso di chiedere consiglio al vostro pediatra se il moncone tarda troppo a cadere (oltre le due settimane dal parto),  sanguina abbondantemente, l’area alla base del moncone appare arrossata, infiammata, sanguina eccessivamente o è  presente pus o cattivo odore.

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I contenuti dell’articolo pubblicato non vogliono in alcun modo sostituire il parere dello specialista di riferimento, ma devono considerarsi note a carattere informativo.

 

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